Storia

PREMESSA

I PRIMI PASSI DE L’AMICO CHARLY
•    Dal Centro giovani al Centro servizi
•    L’amico Charly e le istituzioni

IL CENTRO SERVIZI
•    Progetto Ascolto Docenti (Pad)
•    Progetto Ascolto Genitori (PAG)

AL DI QUA E AL DILÀ DELLE SBARRE – interventi in carcere
•    Progetto “D.A.R.S” (Detenuti a Rischio suicidale) – La presa in carico dell’autolesionismo tra intervento psicologico e lavoro di rete

•    PROGETTO “BUONA USCITA” – Percorsi psico – educativi e formativi per sviluppare

IL SECONDO TRIENNIO

IL CRISIS CENTER : DA PROGETTO A SERVIZIO TERRITORIALE

LA FONDAZIONE CHARLY COLOMBO
•    Organigramma della Fondazione Charly Colombo
•    Percorso Terapeutico Intraospedaliero presso l’A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano per il “Trattamento acuto di soggetti adolescenti con Tentato suicidio”

L’AMICO CHARLY VA LONTANO
•    “Palermo e L’amico Charly: una sinergia da esperire”

UN ALTRO SOGNO SI STA AVVERANDO
•    L’Officina dei Giovani

PREMESSA
L’Associazione L’amico Charly onlus e il suicidio adolescenziale hanno un rapporto strettissimo, anzi senza il suicidio di Charly Colombo, mio nipote sedicenne, avvenuto il 18 dicembre 2000, oggi  L’amico Charly e, in particolare, il Crisis Center non esisterebbero.
La sera successiva alla morte di Charly, genitori, parenti e amici, vicini nel grande dolore, accanto allo sgomento, avvertirono subito l’esigenza di creare qualcosa che tenesse vivo il suo nome e la sua memoria.
In tutti noi, ma soprattutto nella mamma e nel papà, c’era il desiderio di aiutare altri ragazzi che, come Charly, avrebbero potuto sentire il desiderio di non continuare l’avventura della vita
Nei giorni successivi cominciò a delinearsi via via un progetto che, prendendo le mosse dalla morte, anzi dal suicidio di Charly, potesse orientarsi verso la vita secondo due direttrici ben precise:
•    aiutare i giovani, in particolare gli adolescenti, a diventare protagonisti della propria esistenza, consapevoli che la vita, anche se difficile, merita di essere vissuta con responsabilità ed entusiasmo
•    aiutare chi avesse già tentato un suicidio o avesse elaborato una forte progettualità in questo senso, coinvolgendo nell’aiuto anche la  famiglia e gli  amici più vicini.
La prima bozza del progetto, da me stesa a grandi linee, ricevette subito l’approvazione del prof. Gustavo Pietropolli Charmet, con il quale avevo lavorato sul tema del disagio anni prima e che,avendo proprio allora orientato i propri studi verso il suicidio in adolescenza, si dichiarò disposto ad assumere l’incarico di Direttore Scientifico della nascente Associazione L’amico Charly onlus e, in particolare, del suo modulo Crisis Center.
Successivamente ( dopo un’attenta analisi e un accurato monitoraggio dei bisogni reali dei giovani nell’ambito familiare, scolastico, relazionale) vennero definite le linee statutarie dell’Associazione.
L’amico Charly onlus nacque ufficialmente il 9 aprile 2001 (il giorno natale di Charly) con la finalità di aiutare e prevenire le forme di disagio che connotano l’universo giovanile attraverso azioni di
•    prevenzione primaria (volta ad anticipare situazioni definite “ a rischio”)
•    prevenzione secondaria ( gestione di situazioni considerate “già a rischio”)
•   prevenzione terziaria ( presa in carico e cura da parte del Crisis Center dei ragazzi che hanno compiuto un tentato suicidio o che hanno manifestato progetti o fantasie suicidali , v. art. 4 dello Statuto)

I PRIMI PASSI DE L’AMICO CHARLY
Primi risultati concreti e visibili sul territorio furono da un lato l’apertura nel cuore di Milano di un Centro di socializzazione e aggregazione, il Centro Giovani, dall’altro l’avvio di un servizio altamente specializzato sul suicidio adolescenziale, il Crisis Center. Furono altresì individuate le seguenti direttrici, che rappresentano la “cifra iniziale” della sua articolata attività:
•     definizione, sempre in progress, di un modello fortemente educativo che ispirasse  le svariate “offerte educative” via via elaborate. Tale modello focalizza la centralità del giovane, protagonista della propria crescita, ma bisognoso anche della presenza di adulti competenti (educatori, docenti, psicologi) con cui confrontarsi e con cui entrare in una relazione educativa
•     Da subito abbiamo avvertito la consapevolezza che il soggetto adolescente è inserito in un complesso di relazioni educative che vedono protagonisti della sua crescita, insieme a lui, la famiglia da un lato e la Scuola dall’altro. Pertanto L’amico Charly ha scelto di attivare da subito servizi rivolti ai genitori e ai docenti, con la finalità di sostenere le principali istituzioni educative (Scuola e Famiglia) ad affrontare la complessità delle dinamiche giovanili e di collaborare per agevolare un sistema di rete, funzionale alla messa in campo di tutte le risorse che connota ciascuna istituzione educativa.
•    la comunicazione al territorio dell’attività dell’Associazione anche attraverso la realizzazione di eventi di varia natura ( Trofeo di calcio Amico Charly , ora regionale; annuale Festa di strada; eventi di grande rilievo artistico culturale),considerata l’urgenza di presentare la propria offerta a Enti, Istituzioni, Fondazioni, altre Associazioni per collaborare a progetti condivisi e attivare sinergie con altri partners del pubblico e del privato
•    L’utilizzo di strumenti coerenti con il panorama tecnologico odierno,  che gli adolescenti padroneggiano comunemente. Non a caso l’Associazione ha iniziato, prima ancora di aprire il Centro Giovani, con l’apertura del portale www.amicocharly.it, che continua a configurarsi come un vero e proprio laboratorio virtuale, fortemente interattivo per i giovani, gli adulti di riferimento, le Istituzioni, il mondo del Terzo Settore.
•    la convinzione della centralità del Terzo Settore nella società postmoderna, in cui L’amico Charly è entrata con l’intento di condividere, in particolare, la “filosofia” che considera il non profit:1. “ un’importante espressione di  libertà in una società democratica pluralista ( D. Cavenago, Dirigere e governare una organizzazione non profit, Bologna, 1996 ); 2. “un importante strumento di decentramento e di diversificazione in una società pluralistica; una valida alternativa istituzionale alla Stato (con la sua grandezza, standardizzazione, burocrazia) e anche al settore privato (con la sua enfasi sulla proprietà  e i suoi sistemi finalizzati esclusivamente al profitto) per la produzione di certi beni e servizi qualificati che implicano un ampio beneficio umano” (A.Propersi, Le aziende non profit, Milano, 2001).
•    la necessità di darsi, entro un triennio, la fisionomia di impresa sociale che , pur con finalità diverse dal profitto, deve però implementare all’interno vere e proprie competenze manageriali, in grado di aumentare l’efficacia e l’efficienza sia dal punto di vista dell’ organizzazione della struttura (la governance), sia dal punto di vista di strategie economiche finalizzate tanto all’efficacia e all’efficienza, quanto al soddisfacimento dei bisogni sociali.
Superata quindi la concezione del generoso filantropo da cui dipendere, si è avvertita l’esigenza di conferire all’Associazione, all’interno,  una buona governance e di mettere in campo, all’esterno, strategie di fund raising per renderla protagonista di un progetto il cui risultato fosse la sintesi di risultati sociali sommati alla capacità di “produrre” bene sociale.


DAL CENTRO GIOVANI AL CENTRO SERVIZI
Dopo il portale e l’avvio del Crisis Center il 12 novembre 2001 veniva inaugurato il Centro Giovani in via Marco Polo n. 4: uno spazio di ca. 400 mq in locazione da una Società privata, che si configura prima di tutto come luogo aperto a tutti, tutti  i giorni della settimana (domenica compresa); spazio strutturato come vero e proprio mega laboratorio, dove agevolare, con la presenza di adulti competenti, il protagonismo creativo degli adolescenti in relazione con il gruppo dei pari (i coetanei) e con gli adulti di riferimento. Spiccano per la frequentazione e la continuità nel tempo:
•    il laboratorio musicale strutturato attorno a una vera sala prove
•    il laboratorio di graffiti che si avvale di un muro esterno al Centro
•    il laboratorio di sostegno e recupero scolastico (attivo anche nel periodo estivo).
Su questi tre, accanto al laboratorio teatrale, cinematografico, fotografico e altri, si è concentrata nell’arco dei primi cinque anni la passione dei giovani, e quindi una più accurata analisi degli operatori: fondamentale è il bisogno di essere interessati perché scatti  il desiderio di esprimere il proprio Sé attraverso codici e strumenti  congeniali, che portino a sentirsi protagonisti in prima persona anche in un ambito, come quello scolastico, dove la sconfitta  può assumere una valenza impropria.
Intrinseci ad ogni attività, l’accoglienza e l’ascolto  sono insieme premessa e finalità dell’azione dei vari operatori.
Proprio l’ascolto competente è l’espressione chiave che consente di seguire la metamorfosi  vissuta da L’amico Charly, che già nel primo triennio, con la presentazione della propria mission e dei propri servizi alle varie Istituzioni del territorio, registrava la necessità, in accordo con le Istituzioni stesse, di mettere in campo un’altra serie di attività, diversificate per contenuti e utenza, ma tutte sottese all’ascolto finalizzato alla formazione, prima di tutto, di Genitori e Docenti.

L’amico Charly e le Istituzioni
Uno degli obiettivi primari perseguiti dalla Presidenza in sintonia con le direttive del Consiglio Direttivo è rappresentato dal rapporto e dalle sinergie consolidatesi negli anni con le primarie Istituzioni del territorio, alcune delle quali finanziano progetti dell’Associazione.
Primo in ordine di tempo è stato l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, con il quale, anche grazie alla sensibilità dell’allora Direttore Generale dott. Mario Giacomo Dutto, è stato sottoscritto a partire dal 2001, un Protocollo d’intesa tuttora in vigore, che riconosce, avvalora e cofinanzia interventi di formazione in materia di prevenzione al disagio scolastico, con possibilità, per l’équipe del Crisis Center, di intervenire nelle Scuole della Regione Lombardia a seguito di un tentato suicidio o suicidio. Diversi sono stati infatti gli interventi dell’équipe in vari Istituti della città e della Regione. Continua resta, inoltre, la riflessione condivisa sul tema.(cfr. Associazione L’amico Charly onlus (a cura di), Oltre il disagio. Le emergenze a scuola: riflessioni degli esperti e modelli di intervento, Milano, 2002)
Il protocollo riconosce  e cofinanzia il Progetto Ascolto Docenti (PAD),l un corso di formazione a distanza giunto alla sua quinta edizione, che in questi anni ha messo in rete ca. 2000 docenti della Regione Lombardia e di altre provenienze.
Il Protocollo con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha portato inoltre a un Protocollo con il Ministero della Pubblica Istruzione (ex MIUR) a firma dell’allora Ministro Letizia Moratti in data 18 marzo 2006 con validità triennale, che ribadisce l’interesse del Ministero in tema di grave disagio scolastico con particolare attenzione al fenomeno dell’autolesionismo e del tentato suicidio.
Contemporaneamente l’Associazione stabiliva contatti e rapporti molto proficui sia dal punto di vista sia della conoscenza reciproca sia economico con:

Regione Lombardia, Assessorato alla Famiglia e alla Solidarietà Sociale
                                     Assessorato alla Sanità
                                     Assessorato all’ Istruzione, Formazione e Lavoro
                                     Assessorato alle Sport
                                     Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia

Provincia di Milano   Assessorato all’istruzione, edilizia scolastica
                                     Assessorato allo Sport
                                     Assessorato alla cultura, culture e integrazione

Comune di Milano     Assessorato alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali
                                     Assessorato alla Cultura
                                     Assessorato allo Sport e Tempo libero
                                     Assessorato alla Salute
                                     Assessorato Aree cittadine e Consigli di zona

Prefettura della città di Milano
Ministero della Giustizia- Dipartimento Amministrazione Penitenziaria – Provveditorato Regionale per la Lombardia
Ministero della Sanità
Ministero del Welfare
Ministero dello Sport e Giovani

Università del Sacro Cuore – Dipartimento di Pedagogia


IL CENTRO SERVIZI
Nella nuova dimensione di Centro Servizi, affiancato al Centro Giovani, L’amico Charly ha elaborato e sta attualmente gestendo due progetti che, partendo dall’ascolto, offrono formazione finalizzata a comprendere e gestire il disagio giovanile declinato in molte delle sue manifestazioni più eclatanti: il Progetto Ascolto Docenti e il Progetto Ascolto Genitori.

Progetto Ascolto Docenti (PAD)
Intervento, all’interno del nostro portale, di formazione a distanza, con una piattaforma riservata ai docenti. La distanza, consentendo all’utente  di ricevere un servizio fortemente personalizzato e interattivo; agevola la creazione di una community virtuale, vera protagonista, della propria formazione.
La finalità del corso, che si avvale  di videolezioni tenute da esperti delle problematiche adolescenziali e scolastiche, di forum con varie stanze, della possibilità di inviare mail personalizzate ai diversi tutor o esperti, non è certo quella di proporre un corso d’aggiornamento di tipo tradizionale, ma di fornire uno spazio di ascolto e di dibattito stimolato e guidato da esperti .

Progetto Ascolto Genitori (PAG)
Il progetto ha preso le mosse dall’attenzione rivolta fin dalla nascita dell’Associazione al tema della genitorialità.
Considerata la crisi dei modelli educativi tradizionali, la complessità del contesto sociale e relazionale, la crisi della famiglia tradizionale, viene proposto un servizio costruito attorno a moduli diversi ma complementari, veri momenti di riflessione e di condivisione di vissuti e problematiche che i genitori di ragazzi pre e adolescenti si trovano ad affrontare nell’esplicare il proprio ruolo di madre e di padre.

Gli interventi sono oggi così declinati:
-    Cicli di conferenze tenute da esperti qualificati in diversi settori e con competenze differenti sulla relazione educativa tra adulti e ragazzi.
-    Gruppi serali di discussione coordinati da esperti in problematiche adolescenziali rivolti ai genitori, che possono confrontarsi in un gruppo ristretto intorno alle proprie perplessità, paure e ansie. Il gruppo diventa così anche strumento di auto-aiuto
-    Spazi di consulenza rivolti al singolo genitore o alla coppia genitoriale gestiti dagli psicologi del Centro al fine di riattivare le risorse di ruolo ( individuare le difficoltà del figli per poi elaborare nuove strategie educative).
-    E’ allo studio un intervento nell’area periferica di Milano, Quartiere Stadera, in collaborazione con il Comitato di quartiere e la Parrocchia S. Maria Annunciata in Chiesa Rossa, teso ad attivare piccoli centro d’ascolto all’interno delle case Aler per genitori  impossibilitati a partecipare alle attività del Centro e chiamati a fronteggiare problematiche evolutive dei figli alle quali si sommano le difficoltà di un contesto sociale non dei più facili.

AL DI QUA E AL DILÀ DELLE SBARRE – interventi in carcere

Un altro settore che ci sta molto a cuore è rappresentato da interventi negli Istituti di Pena lombardi, rivolti ai detenuti più fragili all’impatto carcerario: i minori, i giovani adulti, le donne e tutti coloro che sono esposti al rischio autolesionistico e suicidario.
L’amico Charly infatti dal 2004 è responsabile del progetto D.A.R.S. (Detenuti ad alto rischio suicidarlo) e del Progetto “Buona Uscita” .

Progetto “D.A.R.S” (Detenuti a Rischio suicidale) – La presa in carico dell’autolesionismo tra intervento psicologico e lavoro di rete
Il progetto è finanziato dall’Assessorato alla Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia e viene realizzato presso gli Istituti Penitenziari di Milano S.Vittore, Milano Opera, Pavia, Monza, Como, Busto Arsizio e Bergamo.
Il “D.A.R.S. 2006” è volto a tutelare la salute fisiopsichica dei detenuti più fragili all’impatto carcerario attraverso l’azione strutturata di esperti psicologi/criminologi e la promozione di interventi interprofessionali; è il risultato di un percorso metodologico composito che prende le mosse dal progetto pilota realizzato tra giugno 2002 e dicembre 2003 presso l’Istituto di Milano S.Vittore denominato D.A.R.S. (detenuti a rischio suicidale), esteso e declinato nell’anno 2004, in rapporto alle specificità di ogni singola realtà territoriale, agli Istituti di Milano Opera e Pavia e, successivamente nell’anno 2005, a seguito della d.g.r. 16 febbraio 2005 n. VII/20757, anche agli Istituti di Monza, Busto Arsizio e Como.
Nell’anno 2006 le attività sono proseguite e dal 01/04/2006 sono state estese anche all’Istituto di Bergamo.
L’idea progettuale è coerente con le disposizioni contenute nelle linee guida dell’Amministrazione Penitenziaria emanate già nel ‘98 che, partendo dal riconoscimento di come le condotte autolesionistiche siano espressive di bisogni significativi per tutti i servizi penitenziari, dispone vadano affrontate non come onere di carattere specialistico ma con il contributo di tutte le competenze istituzionali.
L’intervento integra i servizi penitenziari (servizio Nuovi Giunti nelle procedure di immissione del detenuto in Istituto e servizio di osservazione e trattamento).
Fondamentale è il servizio psicologico, selettivamente orientato alla prevenzione di criticità estreme (autolesionismi, tentati suicidi e suicidi, stati depressivi, ecc) e inserito in una rete istituzionale, interistituzionale e sociale che consenta l’integrazione delle diverse azioni durante il percorso detentivo.
Nello svolgimento del servizio sono impegnate sia risorse specifiche (psicologi e criminologi, arteterapeuti, mediatori culturali, educatori, polizia penitenziaria, sanitari) che aspecifiche (volontari, compagni di detenzione).
Le sedi di sperimentazione dell’intervento sono state selezionate in ragione del numero delle condotte autolesionistiche e dei suicidi che si sono verificati negli Istituti della Regione Lombardia nel triennio 2002-2004.
Nel sito della Regione Lombardia www.famiglia.regione.lombadia.it/car/car.asp
sono pubblicati i risultati fino ad oggi conseguiti dal progetto, che rappresenta una delle prime e più rilevanti esperienze realizzate in Italia di integrazione tra Pubblico e Privato sociale per tutelare la salute fisiopsichica dei giovani detenuti più fragili.

PROGETTO “BUONA USCITA” – Percorsi psico – educativi e formativi per sviluppare
Consapevolezza dei propri scopi e investimento professionale nella vita lavorativa
     
Il progetto “Buona Uscita” è realizzato all’interno della Casa Circondariale “San Vittore” di Milano e della Casa Circondariale di Monza. E’ finanziato dalla Fondazione Cariplo per il secondo anno consecutivo ed è rivolto ai giovani adulti, di età compresa tra i 18 e 29 anni, maschi e femmine, segnalati dall’Area Pedagogica degli Istituti e con un fine pena prossimo alla conclusione (tendenzialmente non superiore ad un anno).
L’intervento, realizzato da micro-équipes costituite da uno psicologo, un orientatore e un tutor, si propone l’obiettivo  di promuovere la costruzione di una positiva identità sociale attraverso l’elaborazione e la realizzazione di progetti formativi e professionali.
Orientare a supportare le competenze, il senso di efficacia personale e la capacità di instaurare relazioni stabili e significative, cioè aiutare a reperire e svolgere un lavoro che sia in sintonia con personali interessi ed inclinazioni, è positivamente correlato con l’assunzione di una propria identità lavorativa, non criminale. 

 IL SECONDO TRIENNIO
A conclusione dei primi tre anni di attività, gli Organismi direttivi dell’Associazione indicavano come prospettiva per il successivo triennio il consolidamento della fisionomia assunta dall’Amico Charly con l’intento però di
•    potenziare i servizi offerti dal Crisis Center, vista la grande richiesta di interventi, anche attraverso una mirata campagna di fund raising (fino a quel momento il Crisis era stato finanziato esclusivamente dall’Associazione)
•    verificare la possibilità di esportare in un’altra area territoriale (le richieste in questo senso erano sempre più frequenti) il modello dell’Amico Charly
•    consentire alla Direzione Scientifica di avviare ricerche mirate sui temi più impellenti del disagio giovanile 
•  esperire la possibilità di reperire una sede più idonea e più coerente con la nuova fisionomia assunta dall’Associazione.

Il lavoro congiunto di tutta l’équipe sotto la guida della Presidenza e della Direzione scientifica ha consentito di raggiungere gli  obiettivi indicati,  primo fra tutti il potenziamento dei servizi offerti dal Crisis Center.


IL CRISIS CENTER : DA PROGETTO A SERVIZIO TERRITORIALE
Il secondo triennio, anche grazie ai risultati fortemente positivi conseguiti dal Crisis, che ha collaborato a creare una nuova cultura attorno al tema della morte volontaria nell’adolescenza, vedeva realizzarsi una sinergia forte con la Fondazione UMANA MENTE, che si concretizzava in un cospicuo cofinanziamento per il biennio 2004-06.
Questa sinergia è alla base della nuova configurazione del Crisis, con l’incremento numerico  dell’équipe di esperti, la realizzazione di una ricerca a largo raggio nelle Scuole e il potenziamento dell’ informazione ad esse rivolta, in supporto al  personale Direttivo e Docente. Grazie a questa  azione diversificata, il Crisis Center, con le sue alte competenze, veniva riconosciuto sempre più sia dai Servizi territoriali., sia dagli Enti Ospedalieri, sia dalla comunità scientifica.
A conclusione del biennio La Fondazione UMANA MENTE riconosceva la validità dei risultati conseguiti e soprattutto la “metamorfosi” vissuta dal Crisis, che dalla dimensione di progetto aveva assunto la fisionomia di Servizio a tutti gli effetti, ormai punto di riferimento per tutti coloro che, privati cittadini o Enti pubblici, si trovassero ad affrontare sul campo il tema del tentato suicidio dei giovani.
Di qui la decisione di continuare a cofinanziare per altri 11 mesi solo il servizio terapeutico offerto dal Crisis.
Ma l’Associazione, dopo aver integrato il finanziamento di UMANA MENTE e continuato a mantenere il Servizio nella sua attuale fisionomia, ha ricercato nuove strade sia di finanziamento sia di riconoscimento.
Per rispondere anche a queste esigenze il papà di Charly, uno dei 20 Soci Fondatori dell’Associazione, decideva di dare vita a una Fondazione intestata a Charly: il 26 maggio 2004 nasceva la Fondazione Charly Colombo.


LA FONDAZIONE CHARLY COLOMBO
Nel “sistema Charly”, entrava così un altro componente, autonomo dall’Associazione, altro dall’Associazione, ma ad essa strettamente legato.
La Fondazione si propone, come da statuto di “perseguire esclusivamente finalità di educazione, istruzione, ricreazione e assistenza. La Fondazione, in particolare, svolgerà attività di promozione e diffusione delle espressioni della cultura e dell’arte, dell’educazione, della formazione, dell’assistenza, della salute come strumenti per potenziare l’espressione del Sé, rivolgendosi a tutti i cittadini minori ed operatori, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali…La Fondazione ha inoltre per obiettivi finalità solidaristiche e di pubblica utilità sociale attraverso lo svolgimento di attività dirette ad arrecare benefici a persona svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari” (art. 2 dello Statuto).
In particolare la Fondazione si è dotata di un Comitato Scientifico nella cui elaborazione teorica rimane centrale il tema del suicidio giovanile.

ORGANIGRAMMA DELLA FONDAZIONE CHARLY COLOMBO

Socio Fondatore:
Giorgio Colombo, padre di Charly Colombo
Presidente: Mariagrazia Zanaboni
Consiglio d’Amministrazione:
Mariagrazia Zanaboni (Presidente)
Alessandro Manfredini (Consigliere)
Paolo Casella (Consigliere)
Comitato Scientifico:
Proff.ssa  Renata Viganò, Presidente, Ordinaria di Pedagogia Sperimentale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Prof. Massimo Clerici - Associato di Psichiatria Dipartimento di neuroscienze e tecnologie Biomediche, Facoltà di medicina e chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca
Prof. Claudio Mencacci - Primario di psichiatria presso l’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano Vicepresidente Società italiana di psichiatria
Prof. Alfredo Ceretti - Ordinario di criminologia presso l’Università degli Studi di Milano - Bicocca Iscritto all’Ordine degli psicologi
Avv. Francesco Midiri - Foro di Milano, assistente e ricercatore del prof. G.Pastori Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Revisore dei conti: dott. Sergio Vaglieri

La Fondazione, nel suo breve periodo di attività, si è impegnata  non solo a darsi un assetto funzionale, ma  ha cofinanziato anche il servizio Crisis Center dell’Associazione L’amico Charly, e ha finanziato la realizzazione di alcune importanti ricerche, tra cui un lavoro, da più parti richiesto e mancante nella letteratura scientifica, che verrà pubblicato a breve, in merito alla responsabilità civile e penale in caso di atto gravemente autolesionistico, fino al tentato suicidio e suicidio,  nella Scuola.

La  Fondazione  risulta pertanto un fattore imprescindibile nel “sistema Charly” sia dal punto di vista finanziario sia dal punto di vista scientifico, perché protagonista in prima persona e garante dei risultati scientifici, che devono ispirare e sorreggere  l’azione educativa, formativa e terapeutica dell’ Amico Charly.
Inoltre il CdA della Fondazione ha esperito, attraverso la Presidenza, la possibilità di attivare, sempre nell’ambito del tema suicidale giovanile, una sinergia fra Pubblico e Privato, che ha permesso la realizzazione di un progetto sperimentale su base triennale (dicembre 2006 – dicembre2008) che coinvolge la Regione Lombardia con l’Assessorato alla Sanità, l’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano e L’amico Charly con il suo modulo di servizio Crisis Center.

Percorso Terapeutico Intraospedaliero presso l’A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano per il “Trattamento acuto di soggetti adolescenti con Tentato suicidio”
Prima esperienza in Italia e seconda in Europa, avviata a Milano dal Dicembre 2006 presso l’Ospedale Fatebenefratelli-Oftalmico di Milano in collaborazione con l’Associazione L’ amico Charly, è un’ azione in urgenza volta a dare una adeguata risposta a un atto anticonservativo compiuto da un adolescente.
IL progetto A.O.Fatebenefratelli-Oftalmico di Milano e l’Associazione L’amico Charly
Nel trattamento acuto del tentato suicidio e nella prevenzione della recidiva negli adolescenti e giovani adulti, la presa in carico plurispecialistica/psicoterapica/psicologica risulta un intervento necessario ma di per sé non sempre sufficiente.
La frequenza di recidive è molto elevata (oltre il 50% dei tentati suicidi è seguito da un nuovo episodio) per la mancanza di un trattamento adeguato al termine del ricovero nei reparti di urgenza.
Tutto ciò ha reso necessario strutturare un protocollo di accoglienza per soggetti che hanno tentato il suicidio o in crisi acuta (numerosi soggetti che giungono in Pronto Soccorso per tentato suicidio non vengono poi ricoverati).
Il ricovero viene effettuato in particolare quando:
•    E’ presente un rischio immediato di recidiva osservata dal clinico o una forte intenzionalità autolesiva espressa dal soggetto.
•    Sono presenti patologie psichiatriche non stabilizzate, per istaurare un adeguato trattamento.
•    Si osservano elementi ambientali sfavorevoli (in particolare sospetto di maltrattamento ed abuso) per cui risulta necessario proteggere l’adolescente.
•    Se non è possibile attivare immediatamente un programma di trattamento ambulatoriale o semiresidenziale.

Questo progetto ha lo scopo di creare un luogo di cura ove poter effettuare gli accertamenti diagnostici necessari, avviare gli interventi terapeutici e psicoterapici più opportuni ed inviare il soggetto e i suoi famigliari verso progetti di cura ambulatoriali o semiresidenziali o residenziali specifici.

Durante il ricovero ogni atto è orientato alla costituzione di una alleanza terapeutica con il giovane e di supporto e coinvolgimento dei familiari e della rete di amicizie.
Una volta dimesso, il giovane prosegue gli interventi psicoterapici presso il Crisis Center della Associazione L’amico Charly, in collegamento e collaborazione con la Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile /Unitaà Operativa Psichiatrica di appartenenza . E’ stata prevista l’eventuale collocazione, se la situazione clinica lo richiedesse, presso Comunità Terapeutiche specificatamente dedicate ad un programma di recupero.
L’attività preventiva prevede anche un monitoraggio dell’adolescente dopo il ricovero per almeno 5 anni.
L’ospedalizzazione mirata e integrata del tentativo di suicidio permette al soggetto ed al contesto familiare di evitare di minimizzare il significato e la potenziale pericolosità del gesto, aiutando a costruire una consapevolezza del problema e motivando a iniziare o proseguire un trattamento  psicoterapico e/o psichiatrico. (a cura del prof. Claudio Mencacci).

L’AMICO CHARLY VA LONTANO
“Palermo e L’amico Charly: una sinergia da esperire”
In seguito alle molte richieste pervenute di aprire altre sedi dell’Amico Charly in altre Regioni, il Consiglio Direttivo all’inizio del 2004 ha dato mandato alla Presidenza di esperire la possibilità di “trasferire” il modello de L’amico Charly nella lontana Sicilia, a Palermo.
La Presidenza si è impegnata a lungo: il percorso non è stato facile perché ogni territorio ha la sua storia, le sue regole, la sua cultura, ma grazie all’interesse per il modello educativo dell’Amico Charly da parte della Regione Siciliana, delle Istituzioni delegate all’educazione (Scuole e Università) e della comunità, il 19 maggio 2006 è stato inaugurato ufficialmente il Progetto gestito da personale qualificato siciliano, dopo un periodo di formazione a Milano presso di noi.
Oggi siamo perciò attivi anche a Palermo con un Centro Giovani finalizzato all’aggregazione e all’ascolto in via Pindemonte 88, nella zona Cuba –Calatafimi.
Il modello è quello attivo a Milano, ma integrato e arricchito dai responsabili a seconda delle esigenze che il territorio fa emergere, e sta dando ottimi risultati, grazie anche al cofinanziamento della Regione Siciliana e alle donazioni di molti cittadini palermitani.
Per noi si tratta di un’esperienza di grande interesse perché ci permette anche di verificare la validità di un modello educativo e la sua adattabilità, con le dovute correzioni e integrazioni, ad altre realtà.
Solo dopo aver verificato nel tempo tutto ciò, potremo valutare se continuare su una linea di diffusione stellare e agevolare la nascita di tanti Amici di Charly, mettendoli però nelle condizioni di diventare dal punto di vista finanziario autosufficienti a breve termine.

UN ALTRO SOGNO SI STA AVVERANDO
L’Officina dei Giovani
Risultando ormai inadeguato lo spazio a disposizione dell’Associazione nella sede di via Marco Polo, L’amico Charly ha deciso di partecipare al bando pubblico emesso dal Comune d Milano – allora Assessorato allo Sport e ai Giovani- che assegnava una vasta area dismessa in via Guerzoni, sede delle ex Officine Guerzoni.
Il 14 novembre 2005 L’amico Charly si aggiudicava il bando che le concedeva in comodato per 35 anni l’uso dell’area in cambio di una totale ristrutturazione.
Si tratta di un’area molto interessante con i suoi 12.000 mq. di cui ca. 2.000 coperti, mentre la restante parte è un parco bellissimo, seppur degradato.
Recuperando in parte il nome originario, a sottolineare la continuità con il passato, l’Associazione ha deciso di creare L’Officina dei Giovani.
Il progetto architettonico prevede una totale ristrutturazione, nel rispetto della sua fisionomia originaria, perché L’Officina dei Giovani diventi non solo la nuova sede dell’Associazione, ma soprattutto uno spazio aperto ai giovani dell’intera città e ai loro adulti di riferimento, luogo di incontro e mega laboratorio.
L’obiettivo ultimo è quello di “fare sistema” con tutte le altre realtà omologhe, con le diverse Istituzioni della città e con l’intera città; poiché solo allora L’Officina dei Giovani potrà configurarsi anche come Osservatorio reale, sul campo delle complesse dinamiche giovanili, sempre in continua evoluzione, tali da risultare spesso difficile una loro mappatura.
Il progetto, giunto ora a conclusione della prima fase ( per informare la città sui dettagli del progetto è stato approntato il sito www.officinadeigiovani.it) sta richiedendo un grande sforzo sia nella comunicazione, per arrivare alla condivisione, sia nell’ambito finanziario: è attiva una campagna di fund raising a vasto raggio, i cui risultati parziali sono sempre presenti sul sito.

Desidero concludere con le parole del papà di Charly: “Se riusciamo a salvare anche una sola vita di un giovane l’anno, il nostro obiettivo è raggiunto!”
 
Mariagrazia Zanaboni
presidente Associazione L’amico Charly onlus
presidente Fondazione Charly Colombo
 
In collaborazione con l’équipe de L’amico Charly